Salme migranti a Porto Empedocle. Prefetto Caccamo: “Non rimaniamo insensibili”

PORTO EMPEDOCLE- Sette bare sbarcano a Porto Empedocle, testimoni silenziose dell’ennesima tragedia del Mediterraneo. Sono le salme dei migranti morti nel naufragio al largo dell’isolotto di Lampione, giunte da Lampedusa con il traghetto di linea Sansovino. Ad accoglierle, il dolore muto dei superstiti e lo strazio di un uomo che ha perso la moglie incinta, inghiottita dal mare insieme al loro bambino mai nato. Sul molo, anche il prefetto, le autorità locali e le forze dell’ordine, mentre i volontari della Croce Rossa e di medici senza frontiere offrono assistenza ai sopravvissuti, ancora sotto shock. Le salme saranno tumulate nei cimiteri della provincia di Agrigento: due a Palma di Montechiaro, due a San Biagio Platani, e una ciascuna nei comuni di Canicattì, Ribera e Sant’Elisabetta. Un ultimo viaggio che si conclude lontano da casa, in una terra che avrebbero voluto raggiungere da vivi.