Primo si all’aumento dei compensi vertici società partecipate della Regione e dei Comuni. Vi rientra anche AICA

È arrivato il primo sì al testo di legge che prevede l’aumento dei compensi dei vertici delle partecipate della Regione e dei Comuni
PALERMO- I nostri deputati regionali, oltre ad essere impegnati per le elezioni delle ex province, sono impegnati anche nel dare più peso ai compensi dei vertici della società partecipate della Regione. In questa galassia entrano anche le partecipate dei Comuni. Viene subito da pensare alla società consortile AICA che gestisce il servizio idrico integrato nella nostra provincia. E viene subito da sorridere pensando lo sfacelo in cui versa AICA, società partecipata da parte dei Comuni soci. Una società che viaggia sul binario della liquidazione e che evidenzia corpose difficoltà finanziarie.
In Commissione Bilancio dell’Ars ieri l’altro è stata la giornata in cui il Governo regionale sta sollecitando da mesi: l’aumento dei compensi nelle partecipate. Il testo è stato approvato con i soli voti della maggioranza. Ora è pronto per approdare in Sala d’Ercole per l’approvazione. Il testo prevede la suddivisione delle partecipate in tre fasce. Nella prima il compenso dei presidenti sarà di 27 mila euro annui e quello dei membri del Cda di 18 mila. Nella seconda fascia si scende a 14 mila per i presidenti e 12 mila per i membri dei Cda. Nell’ultima fascia al presidente andranno 7 mila euro e ai componenti del consiglio di amministrazione 5. Attenzione al tranello. Sembrerebbe una norma che taglia gli attuali compensi. Ma i due commi successivi introducono per i presidenti che assumono anche la carica di direttore o amministratore unico due diversi extra, che nella prima fascia valgono 27 mila e 56 mila euro. Portando così il totale a 110 mila euro. In seconda fascia gli extra valgono 14 mila e 28 mila euro e nella terza 7 mila e 14 mila. Cadono così tutti i precedenti tetti, che da dieci anni limitavano i compensi del presidente a 35 mila o 50 mila euro al massimo (anche se in alcuni casi si poteva arrivare già oggi a 90 mila). Il testo originario, messo a punto dall’assessore all’Economia Alessandro Dagnino, è stato ampliato ieri con l’approvazione di un emendamento di Marianna Caronia che permette di aumentare i compensi anche ai vertici delle partecipate dei Comuni: «L’emendamento promuove un sistema uniforme di compensi commisurati alle responsabilità e ai risultati raggiunti, soprattutto quando si tratta di aziende che gestiscono servizi essenziali come la raccolta dei rifiuti, la gestione del ciclo dell’acqua e i trasporti» ha detto la deputata di Noi Moderati. L’unica differenza è che nelle partecipate dei Comuni i nuovi tetti di spesa dovranno essere del 10% più bassi rispetto a quelli delle partecipate della Regione.