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OSPEDALE RICLASSIFICATO IN “SPOKE”, MARINELLO: “E’ FRUTTO DI UN NOSTRO COSTANTE IMPEGNO”

“E’ un grande risultato per la collettività che arriva grazie all’impegno ed al lavoro sia a livello locale che nazionale”. Lo dichiara il senatore di Alternativa Popolare, Giuseppe Marinello, riferendosi alla classificazione a “spoke” degli ospedali riuniti di Sciacca e Ribera.

“Sono anni che il centrodestra, e in particolare il nostro partito, si batte a favore dell’ospedale di Sciacca e a sostegno di una sanità migliore per tutti i cittadini”.

La  classificazione dell’ospedale di Sciacca nella categoria DEA “è il frutto di un lavoro serio fatto di azioni concrete e continuative non di semplici belle intenzioni e comunicati stampa”, aggiunge Marinello.

Marinello fa anche una cronostoria. “Già quattro anni fa avevo denunciato un vero e proprio “catalogo” di criticità all’attenzione del ministro della salute Beatrice Lorenzin, elencando i problemi del nostro ospedale. Dalla questione dell’emodinamica, a quella dell’area di emergenza. Un’unità operativa definita da me “in perenne situazione di oggettiva difficoltà per la carenza di personale medico ed infermieristico”.

Nel 2014 Marinello aveva chiesto ancora al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin “l’invio di ispettori all’ospedale Giovanni Paolo II di Sciacca e evidenziando la tragica situazione in cui versava l’ospedale avevo scritto all’allora assessore alla Salute Lucia Borsellino che, su questo tema non esitai a definire “latitante”.

Il senatore di Alternativa Popolare ricorda anche “la battaglia per bloccare la prima proposta sul riordino della rete ospedaliera che penalizzava il nostro ospedale e quello di Ribera (settembre 2016)”. E ancora:  “I tanti incontri con i sindaci del territorio alla Direzione generale del Ministero della salute e quelli a Sciacca con l’attuale assessore regionale Baldo Gucciardi e sempre a Sciacca, su mia iniziativa con il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin alla quale abbiamo esposto la situazione con dovizia di particolari”.

” L’obbiettivo di salvare il “Giovanni Paolo II” è stato raggiunto. Ora lavoreremo tutti insieme per superare le criticità quotidiane espresse dal nostro nosocomio e lamentate per anni da degenti e personale medico e paramedico”, conclude Marinello.

Redazione Corriere

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