“La città ha bisogno di riprendersi la dimensione democratica. L’arroganza ha generato comportamenti ai limiti della decenza”

SCIACCA. “Pensiamo si sia superato il senso della misura e della ragione. Siamo arrivati al punto che, pur di inseguire il populismo imperante a tutti i costi, si arriva alla strumentalizzazione delle celebrazioni religiose, spacciando per iniziativa del clero, qualcosa che il clero stesso, stante le limitazioni anti covid, aveva suo malgrado interdetto”. A dichiararlo, Gaetano Cognata, Calogero Bono, Silvio Caracappa, Salvatore Monte, Giuseppe Milioti, Pasquale Bentivegna e Lorenzo Maglienti, che invitano “qualcuno” a “fermarsi a riflettere”, poichè seguitando in tal modo, “si perde il senso profondo dell’essere Istituzione, la serietà dei comportamenti che, comunque, sempre devono caratterizzare chi ricopre cariche pubbliche”.

“C’è stata la marcia e sia! Passi pure, anche se non ha prodotto alcun effetto se non quello di acuire uno scontro istituzionale che non fa per nulla bene, rispetto all’obiettivo che si vuole raggiungere. Ma adesso basta”.

La soluzione propositiva di Gaetano Cognata, Calogero Bono, Silvio Caracappa, Salvatore Monte, Giuseppe Milioti, Pasquale Bentivegna e Lorenzo Maglienti è quella di “provare a lavorare, a proporre, a relazionarci con la Regione, possibilmente questa volta coinvolgendo tutti. Noi ci siamo e ci saremo, disponibili”.

La situazione a Sciacca è abbastanza turbolenta. Una città smarrita che ha davanti a sé una serie di grandi problemi che restano irrisolti. Temi, purtroppo, di grande spessore.

Ecco la sollecitazione che proviene dagli ex consiglieri del centrodestra, quella di una città “che ha bisogno di riappropriarsi di una dimensione democratica, fatta di idee, di progettualità, di lavoro e non di inutili gesti simbolici, soprattutto se questi non sono il risultato di un sentire comune. Ridiamo a Sciacca quella centralità e quella dignità, che è stata da tempo perduta, attraverso atteggiamenti non consoni alla sua storia ed alla sua tradizione”.

“Noi restiamo fedeli alla città, lontani dalla politicizzazione di certe iniziative che, a tutto puntano, tranne che ad unire. Striscioni politicizzati, interviste con gratuiti e continui insulti da chi rappresenta le istituzioni locali”.

Poi una  frecciata all’assessore “con delega alle marce, anche quelle improvvisate”, con chiaro riferimento a Sino Caracappa. Ma non solo, poiché rimandano “al mittente certe accuse sottotraccia del primo cittadino e del suo onorevole di riferimento; politica di bassissimo livello”.

“A quanti hanno provato a denigrare gli assenti alla marcia chiediamo adesso di riempire di contenuti e di idee le proposte da sottoporre al governo regionale. A tutti i deputati regionali, di qualsiasi parte politica, chiediamo di darsi una smossa, seria, celere che faciliti l’iter che dovrà portare alla possibile soluzione di un una problematica che ha devastato la nostra economia”.

“Il tempo dell’arroganza ha generato comportamenti ai limiti della decenza. Ci si dia una seria regolata; si inizi dall’arrugginito palazzo di città, simbolo di un paese allo sbaraglio che vuol provare, in tutti i modi, a rinascere”, concludono Gaetano Cognata, Calogero Bono, Silvio Caracappa, Salvatore Monte, Giuseppe Milioti, Pasquale Bentivegna e Lorenzo Maglienti.