Politica

Elezioni provinciali. Segretaria regionale PD autorizza la scelta di andare con una lista civica a condizione che sia distante dai governi di Palermo e Roma

Per Nino Cuffaro (PD Agrigento) “chi ha lavorato alacremente e sfacciatamente in queste settimane in provincia di Agrigento per chiudere un accordo con Forza Italia ed MPA deve fare marcia indietro”

Ieri si è tenuta ieri la direzione regionale del Partito Democratico per affrontare il tema caldo delle prossime elezioni provinciali. La linea espressa dal segretario regionale Antony Barbagallo fa anche riferimento alle vicende di Agrigento, ai rumors delle ultime settimane che indicano per le elezioni provincili un accordo elettorale, attraverso una lista civica, da parte un’area del partito, con Forza Italia e Mpa Grande Sicilia.

Nino Cuffaro, figura storica della Sinistra agrigentina, che da settimane invoca chiarezza su queste voci e critica chi starebbe gestendo questo percorso, mai discusso e condiviso (il partito in provincia è senza segretario dopo le dimissioni di Simone Di Paola) dice oggi che “chi ha lavorato alacremente e sfacciatamente in queste settimane in provincia di Agrigento per chiudere un accordo con Forza Italia di Riccardo Gallo e MPA di Roberto Di Mauro, non resta che fare marcia indietro e rispettare la volontà del partito assunta nelle sede statutaria deputata a decidere”.

Ecco i passaggi della relazione del segretario regionale Anthony Barbagallo, nel solco della linea nazionale tracciata dalla segretaria Elly Schlein: “Da mesi con la segreteria regionale e con i segretari di federazione abbiamo avviato un intenso e proficuo confronto al fine di mettere in campo una proposta politica ed elettorale chiara che marchi l’alternativa rispetto al Governo della Regione e ai suoi disastri. L’alternativa è anche il nome che il M5S, AVS e le altre forze del campo progressista hanno voluto dare al cartello che accompagnerà il PD in questa campagna elettorale di secondo livello. Con scelte nette, chiare, che valorizzino le tante risorse del PD nei territori e che, con coraggio, sappiano lanciare una sfida senza rifugiarsi nel tatticismo esasperato. L’alternativa, insomma, è quello che abbiamo l’ambizione di costruire a tutti i livelli di governo e che inizia a montare anche nella società civile”. Per Cuffaro, la linea espressa dal segretario regionale è chiarissima: “Non ci sono spazi per accordi con le forze del centrodestra – dice – chi lo fa è fuori dalla linea del partito: anzi, agisce contro il partito”.

La segreteria regionale lascia alle federazioni provinciali la possibilità di valutare non solo la lista di partito, ma anche di ospitare nella stessa lista amministratori di partiti del campo progressista come il M5S e AVS, o di amministratori civici che siano coerenti con i valori del centrosinistra. Autorizzata anche la scelta di andare con una lista civica rinunciando a quella del partito, un po’ come intende fare l’area PD che sta dialogando con FI ed Mpa. Tutto questo, precisano fonti Dem, a condizione che vengano evidenziate le differenze rispetto al centrodestra, al suo ceto politico e ai suoi metodi. Insomma, deve essere un civismo che si pone in contrasto con i governi di Roma e Palermo. In buona sostanza, sembra che anche per questa competizione elettorale di secondo livello, con i cittadini costretti ad osservare da lontano, il PD non avrà il proprio simbolo nelle schede.

Giuseppe Recca

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