Elezioni ex Provincia: inciuci e alchimie degne della farsa

Mancano 25 giorni alle elezione “cosa loro”. Votano soltanto i sindaci e i consiglieri comunali in barba alla “volontà popolare”
AGRIGENTO- Pirandello rimarrebbe sbalordito nel vedere che nella sua terra proliferano le farse. Quelle di basso profilo, però. La politica sale sul palcoscenico delle farse che si trasformano in inciuci. Vi sono due candidati alla presidenza del Libero Consorzio, ex Provincia. Ente intermedio tra Comuni e Regione che la riforma ha ridotto al rango di invisibile. Le prossime elezione presentano una commedia tragicomica, forse solo comica con sfaccettature importanti di farsa. Un candidato, Giuseppe Pendolino sindaco di Aragona, è sostenuto da Forza Italia-Mpa e dalla corrente Pd che in provincia agrigentina fa capo al deputato saccense Michele Catanzaro che è anche capogruppo Pd all’Ars. Dunque, gli alleati del governo Schifani, Forza Italia e Mpa nell’agrigentino vanno a braccetto con chi, quotidianamente, diffonde comunicati stampa evidenziando il fallimento del presidente della Regione Renato Schifani. E chi se ne fotte, avranno pensato quelli di Forza Italia, partito a cui appartiene Renato Schifani, e quelli di Mpa, il cui leader agrigentino vanta il record della candidature all’Ars, da una vita. Questo “accordo civico”, come amano definirlo gli autori dell’inciucio, è osteggiato in direzione regionale Pd dal segretario Anthony Barbagallo con cui Catanzaro ha ingaggiato una guerra tutt’ora in corso. Il niet di Barbagallo cozza con la determinazione di Catanzaro all’accordo Forza Italia-Mpa-Pd. A cosa andrà incontro Catanzaro che ormai è minoranza rispetta all’area della segretaria nazionale? Senza dimenticare lo smacco del sindaco di Sciacca, Fabio Termine, che il 31 dicembre commise un colpo di stato interno al Pd, iscrivendosi, con tutto il suo numeroso gruppo, al Pd nella corrente avversaria a quella di Catanzaro. 240 tessere raccolse Fabio Termine, con una operazione degna di manuale e tenuta segreta fino all’ultimo secondo. Uno scacco matto al deputato saccense Michele Catanzaro. Se per adesso la situazione è di silenzio, siamo fortemente convinti che il contrattacco di Catanzaro avvierà.
L’altro candidato, sempre con sangue centrodestra, è il sindaco di Palma di Montechiaro, Stefano Castellino, espressione di Fratelli d’Italia che sarà sostenuto da Lega, Noi moderati e Dc, con l’aggiunta dell’Udc. A nulla è valso l’ennesimo appello a Forza Italia e Mpa di non replicare il tradimento di Giuda: “Piena disponibilità al dialogo per raggiungere quella naturale intesa, affinché anche in ambito provinciale la coalizione si presenti compatta e coerente con la linea politica che a livello regionale vede il centrodestra sostenere il governo Schifani”. E dopo le elezioni inciuciate, quale sarà il clima all’interno della maggioranza del governo Schifani? Un governo nel quale illustri componenti hanno tradito.