Crisi pesca: “Moria di pesci a causa delle esplosioni”

Nel Canale di Sicilia navi battenti bandiera estera effettuano prospezioni sismiche con esplosioni di aria compressa. La Regione si rivolge al ministero dell’Ambiente.
Oggi sul quotidiano LA SICILIA un approfondimento su un tema denunciato dalle associazioni di pesca, ed in particolare dalle cooperative di Sciacca, Porto Empedocle e Licata.
La carenza di pescato nel Canale di Sicilia, per armatori e pescatori non scaturisce solo dalle restrizioni imposte dall’Unione Europea e da un surriscaldamento del mare che non ha precedenti: bisogna indagare anche sulla presenza di navi battenti bandiera estera che effettuano prospezioni sismiche con esplosioni di aria compressa. Un aspetto in verità non nuovo. Da anni questo tipo di attività viene svolto nei mari italiani e le conseguenze sull’ecosistema sono state sempre al centro di un ampio dibattito, in presenza di studi scientifici discordanti che non hanno mai fornito risultanze chiare sugli effetti. Si tratta di un cannone che spara potenti bolle d’aria verso il fondo del mare. Ascoltando l’eco prodotto dal colpo si capisce che cosa nascondono le rocce della crosta terrestre. L’airgun viene usato dagli scienziati per studi e ricerche, ma soprattutto dalle compagnie petrolifere per individuare la presenza di giacimenti nascosti. I pescatori siciliani oggi intendono riportare la questione all’attenzione delle autorità e chiedono ulteriori approfondimenti, in una fase storica in cui la scarsa pescosità sta creando un serio allarme sociale. Tale tecnica negli anni è stata contestata dai biologi marini e dalle associazioni ecologiste, con quest’ultime che sostengono che non sarebbe mai stata adeguatamente trattata in sede governativa. Anche perchè, i rapporti scientifici non hanno mai provato danni gravi all’ecosistema marino. Per cui le prospezioni, regolarmente autorizzate dal Ministero dell’Ambiente, si continuano a fare. E senza interruzioni. Il problema è stato portato nei giorni scorsi all’attenzione del governo regionale attraverso un incontro con l’assessore Salvatore Barbagallo. La Regione non ha competenza, ma si è impegnata ad una interlocuzione con il Ministero dell’Ambiente per un approfondimento. L’ultimo rapporto disponibile sugli effetti per l’ecosistema marino della tecnica dell’airgun, diffuso da Ministero, Ispra e Sistema Nazionale Protezione Ambiente, fa riferimento all’anno 2023. E, purtroppo per i pescatori, non emergono danni all’ecosistema: “Benché studi e osservazioni mostrino la potenzialità che taluni effetti su specie e comparti li minaccino – si legge nel rapporto – non vi sono evidenze che la sorgente di rumore airgun sia causa di alterazioni sensibili agli equilibri ecosistemici marini. I rumori subacquei sono tipicamente localizzati e i loro effetti, nella maggior parte dei casi osservati, si riducono velocemente una volta rimossa la sorgente”. Per i pescatori, però, ciò che sta accadendo in mare oggi non era mai accaduto in passato, per cui un collegamento con l’attività airgun potrebbe esserci. Le prospezioni oggetto delle perplessità degli operatori del settore vengono svolte in acque internazionali, ma potrebbero incidere nei tratti di mare dove navigano i pescherecci dediti alla piccola pesca, ovvero entro le 12 miglia. I pescatori insistono: sostengono che la carenza di pesce è costante, e non più temporanea come negli anni precedenti. Scarseggiano alcune tipologie specifiche quali il gambero e il pesce azzurro, ma anche il cosiddetto pesce bianco (merluzzi triglie), il mollame (polpi totani calamari). “Questo strano, prolungato e gravissimo fenomeno, si protrae ormai da almeno 6-8 mesi – aggiungono le associazioni – e non è una cosa normale”. Il gambero in particolare, che rappresentava la specie pescata per circa il 40% del pescato totale, sta procurando rilevanti diminuzioni di pescato giornaliero e, conseguentemente, di fatturato”. Ma ci sono problemi anche con il pesce azzurro, che seppur soggetto a migrazioni, sta subendo strani fenomeni di carenza oltre che di ritardo nella crescita. “Questi fenomeni – dicono i rappresentanti delle cooperative di pesca di Sciacca, Porto Empedocle e Licata – ci portano a ritenere che stia davvero succedendo qualcosa nel clima marino, mentre altre tipologie di pesce, quelle cosiddette aliene, stanno invece proliferando. Ed è estremamente grave la coincidenza delle navi che fanno prospezioni sismiche con esplosioni di aria compressa, che a nostro parere solo deleteri per la fauna marina”.