Crisi pesca: marineria di Sciacca, Porto Empedocle e Licata chiesto incontro al Prefetto di Agrigento

Nelle ultime settimane il fenomeno della scarsa pescosità sembra stia ulteriormente aggravandosi, creando ormai una vera e propria emergenza sociale ed economica
SCIACCA. Armatori e pescatori di Sciacca, Porto Empedocle e Licata, hanno chiesto un incontro al Prefetto di Agrigento Salvatore Caccamo rappresentando il grido di allarme del comparto pesca. Evidenziano, in particolare, l’ultima emergenza legata al perdurante grave fenomeno di carenza di pesce, con particolare riferimento ad alcune tipologie specifiche quali il gambero e il pesce azzurro (alici e sarde) ma anche del cosiddetto pesce bianco (merluzzi triglie ecc.) e mollame (polpi totani calamari). Le associazioni di pesca rilevano che si tratta di uno strano, prolungato e gravissimo fenomeno, che si protrae oramai da almeno da 6-8 mesi. Il gambero in particolare, che rappresentava la specie pescata per circa il 40% del pescato totale, sta procurando rilevanti diminuzioni di pescato giornaliero e, conseguentemente, di fatturato. Ma anche il pesce azzurro, che seppur soggetto a migrazioni, sta subendo strani fenomeni di carenza oltre che di ritardo nella crescita. Nelle ultime settimane il fenomeno sembra stia ulteriormente aggravandosi, creando ormai una vera e propria emergenza sociale ed economica. “Riteniamo che stia davvero succedendo qualcosa nel clima marino – dicono nella richiesta di incontro al Prefetto – con continua presenza di venti da sud e scirocco in particolare, con conseguenze dirette sulla riproduzione e sulla crescita di alcune tipologie di pesci”.
Segnalano inoltre come altre tipologie di pesce, quelle cosiddette aliene (razze chiodate, gattucci, spinaroli ect ) stiano invece proliferando. Aggiungono infine che la presenza di navi battenti bandiera estera nel canale di Sicilia che effettuano prospezioni sismiche con esplosioni di aria compressa, che servono per mappare i fondali marini ma che sono notoriamente deleteri per la fauna marina e di cui non sappiamo neanche la liceità. Il settore pesca sta vicendo una situazione insostenibile da un punto di vista economico, con la maggior parte delle imprese di pesca costrette a fare continuamente ricorso al credito bancario, oltre ad indebitarsi con i fornitori perchè non riescono materialmente a coprire i costi di gestione. L’incontro con il Prefetto viene richiesto per attivare un percorso che porti da un lato a capire cosa sta accadendo nei nostri mari e dall’altro trovare anche possibili linee di azione rappresentando al Governo centrale quanto sta accadendo nel canale di Sicilia.