Bufera Girgenti Acque, così reagisce Gianfranco Miccichè

«Rimango senza parole. Scopro di essere indagato per un finanziamento elettorale ricevuto, ma io ho comunicato tutti i finanziamento avuti, fino all’ultimo centesimo. Compreso quello di Girgenti Acque. Ho qui davanti a me la delibera del 30 settembre del 2017. Bastava che la Procura di Agrigento alzasse il telefono e mi chiamasse per chiedermelo e io avrei mostrato tutti i documenti necessari. Invece, adesso sono costretto ad andare ad Agrigento in Procura per essere sentito. Poi, parliamo di lentezza della giustizia. In 27 anni che faccio politica prima o poi doveva succedere…». A parlare è il Presidente dell’Assemblea regionale siciliana Gianfranco Miccichè, indagato insieme con altre 83 persone, nell’ambito dell’inchiesta su Girgenti Acque

«Fesserie – dice di rimando Miccichè – Ho la delibera qui davanti. E’ tutto stato documentato». E legge alla cronista al telefono parte della delibera del finanziamento ottenuto quattro anni fa. «In data 30 settembre 2017, alle ore 19, presso al sede della Società, l’amministratore unico delibera di concedere un contributo per la partecipazione di spese connesse alla campagna elettorale 2017 per la Sicilia a Scoma Francesco, come mandatario elettorale». «Ho ricevuto un contributo da Girgenti Acque e l’altro da Marco Campione, per complessivi 25 mila euro – dice Miccichè – Non solo l’ho comunicata ma ho anche la copia della delibera del Cda».

«Io ho comunicato tutti i contributi elettorali ricevuti – dice ancora Miccichè – Ho ricevuto 101.500 euro e li ho dichiarati tutti, anche se il massimo era di 100 mila euro. Pensavo che mi contestassero questo, non un contributo con tanto di delibera…».

Poi il Presidente dell’Ars parla ancora della “lentezza della giustizia in Italia”. E si lamenta di averlo appreso “dalla stampa”.