Arrestati Antonino e Vincenzo Luppino, figli dell’autista di Matteo Messina Denaro

MAZARA DEL VALLO- Dopo il padre, e autista di Matteo Messina Denaro, finiscono in carcere anche i figli. Antonino e Vincenzo Luppino, di 30 e 35 anni, sono stati arrestati dai carabinieri del Ros, del comando provinciale di Trapani e dai poliziotti del Servizio centrale operativo. I fratelli Luppino avrebbero fatto parte della rete di fedelissimi che ha protetto la latitanza del capomafia e gli ha consentito di gestire affari e potere.

Le accuse contestate sono favoreggiamento aggravato e procurata inosservanza di pena. L’ordinanza di custodia cauteare è firmata dal giudice per le indagini preliminari Alfredo Montalto.

Il padre Giovanni Salvatore è l’uomo che ha accompagnato Messina Denaro alla clinica “La Maddalena” la mattina dell’arresto, il 16 gennaio dell’anno scorso quando sono stati bloccati dai carabinieri del Ros. Nel corso del suo interrogatorio Luppino aveva negato di conoscere la maestra Bonafede, ma è stato smentito dalla storia del battesimo dei figli.

Le indagini si sono concentrate anche sui figli e sull’impresa agricola di famiglia che gestiscono a Campobello di Mazara. La finanza ha scoperto che nel 2017 e 2018 dai conti correnti di Antonino Luppino sono partiti bonifici in favore di Laura Bonafede per oltre 80 mila euro.

Per almeno quattro anni, dal 2018 al 2022, i fratelli Luppino sono stati vicini di casa del padrino che viveva nell’appartamento al civico 260 di vicolo San Giovanni. Secondo il procuratore dei Palermo, Maurizio de Lucia, l’aggiunto Paolo Guido e i sostituti Gianluca De Leo e Piero Padova, la vicinanza con i Luppino era strategica.

C’è un episodio che cristallizza il livello di fiducia che Messina Denaro nutriva per i Luppino, padre e figlio. A Natale 2022 il padre fece da staffetta con il furgone del figlio alla macchina del capomafia che transitò nel giro di pochi minuti davanti all’abitazione di Franca Alagna, la donna che lo ha reso padre di Lorenza, e delle sorelle Giovanna e Bice. Il loro passaggio è stato ricostruito dall’analisi delle telecamere piazzate a Castelvetrano.

Infine ci sono gli scritti trovati nell’ultimo covo del padrino deceduto lo scorso settembre. Il riferimento ai Luppino si ripete spesso.