AGRIGENTO- Avanti un altro. Dopo la cacciata dell’ex presidente della Fondazione che ha la missione di gestire l’importante evento di Agrigento Capitale Italiana della Cultura 2025, adesso si registra la dimissione del direttore Roberto Albergoni, ideatore del progetto. E’ bene ricordare che la cacciata di Minio fu salutata felicemente dal sindaco di Agrigento il quale non ha ancora capito che l’importante occasione non è gestire una sagra paesana. Il Direttore della Fondazione Roberto Albergoni si è dimesso dalla carica e adesso tutto diventa ancora più difficile, complesso, complicato. Una matassa che rotola e si aggroviglia inesorabilmente. Solo la cerchia politica che sta attorno alla gestione dell’evento non ha percezione, ma anche qualcuno che trasforma fondate critiche in azioni giostrate da detrattori. Albergoni dice che ha maturato la decisione di mollare già da qualche periodo. Molto probabilmente ad accelerare la decisione delle dimissioni è l’approvazione del bilancio. Intanto, il primo trimestre è alle spalle infruttuosamente. Gli eventi che si esaltano sono quelli che da decenni e decenni si svolgono in provincia: dalla Sagra del mandorlo in fiore al carnevale di Sciacca. Che fatica! Poi si sono collezionati ritardi, incomprensioni, pressapochismo, insufficienza. Agrigento Capitale Italiana della Cultura 2025 è sotto i riflettori del presidente della Regione, Renato Schifani. Teme un flop. Possiamo suggerirgli di allontanare la sacca di inefficaci che ruotano attorno all’evento. Schifani ha messo la faccia, a perderla manca davvero poco.
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