A PALERMO ORO, ARGENTO E CORALLO NEI GIOIELLI DI GRANDI MAESTRI SICILIANI E DELLE ALLIEVE
Splendidi gioielli in oro, argento e corallo, un saggio delle produzioni artistiche di alta qualità di alcuni tra i più grandi maestri dell’oreficeria siciliana. Saranno esposti sino al 27 ottobre in occasione della mostra “Scintille d’arte: gioielli tra passato e presente” nell’ambito del programma de “Le vie dei tesori”.
L’inaugurazione domani mattina, sabato 19 ottobre, alle ore 11 nella chiesa di Sant’Antonio Abate, nel complesso dello Steri, in piazza Marina 61 con il rettore Roberto Lagalla, Maria Concetta Di Natale, direttore del progetto, Francesco Vergara, direttore della Biblioteca centrale della Regione Siciliana e Guido Santori, docente del Collegio universitario Arces.
Orafi e argentieri hanno accolto nei loro laboratori giovani promesse di un’arte che rischia di scomparire, allieve del corso di ‘Tecniche artistiche dell’oreficeria siciliana’ promosso dall’Università di Palermo con l’intento di recuperare le tradizioni del passato per dare un futuro alle arti decorative. A quelle arti ingiustamente definite minori che hanno costituito nei secoli passati la più caratteristica produzione artistica siciliana. Ecco allora in esposizione anche le creazioni di donne artiste di nuova generazione che lavorando al fianco dei maestri orafi, argentieri e dell’arte del corallo hanno potuto acquisire le basi di antichi mestieri ai quali è importante dare continuità. In mostra anche le produzioni in argento realizzate con tecniche tradizionali dell’oreficeria da ragazzi e ragazze che hanno frequentato i laboratori della Scuola orafa del Collegio universitario Arces.
Da Pantelleria arrivano le monete in bronzo del primo conflitto punico: hanno 2300 anni di storia e fanno parte del tesoretto ritrovato nel 2011 nel mare di Pantelleria, a Cala Tramontana, in una delle tante campagne archeologiche. Il gruzzolo fa parte di un ampio ritrovamento di quasi 3500 monete. In mostra anche fotografie, appunti originali e la tesi di laurea di Maria Accascina, la grande storica dell’arte e autrice di studi pioneristici sulla storia dell’argenteria siciliana. A lei è intitolato l’Osservatorio per le Arti decorative in Italia, (Oadi) strumento scientifico dell’Ateneo di Palermo. Il fondo Accascina con i suoi 3000 volumi sarà presto consultabile on line grazie ad una convenzione tra l’Oadi e la Biblioteca centrale della Regione.